Percorso 6

da piazza Santa Maria Maggiore a piazza Vittorio Emanuele II

La basilica di Santa Maria Maggiore, è una delle più importanti di Roma. La facilità con cui può essere raggiunta ne fa un ottimo punto di partenza per esplorare la zona dell’Esquilino.

Conosciuta anche come Santa Maria della neve, Basilica liberiana o come Santa Maria ad praesepium (per il fatto che in essa si conservano quelle che vengono venerate come le tavole della mangiatoia nella quale fu deposto Gesù la notte di Natale) è una delle quattro basiliche papali di Roma. È la sola ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte. Fu fatta erigere da papa Sisto III (432-440) che la dedicò al culto della Madonna.
Da Piazza di Santa Maria Maggiore, dominata dalla facciata principale della basilica, si costeggia la fiancata destra fino ad arrivare in Piazza dell’Esquilino, sui cui padroneggia la parte posteriore absidale.

Percorso 6

La basilica di Santa Maria Maggiore, è una delle più importanti di Roma. La facilità con cui può essere raggiunta ne fa un ottimo punto di partenza per esplorare la zona dell’Esquilino. Conosciuta anche come Santa Maria della neve, Basilica liberiana o come Santa Maria ad praesepium (per il fatto che in essa si conservano quelle che vengono venerate come le tavole della mangiatoia nella quale fu deposto Gesù la notte di Natale) è una delle quattro basiliche papali di Roma. È la sola ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte. Fu fatta erigere da papa Sisto III (432-440) che la dedicò al culto della Madonna.
Da Piazza di Santa Maria Maggiore, dominata dalla facciata principale della basilica, si costeggia la fiancata destra fino ad arrivare in Piazza dell’Esquilino, sui cui padroneggia la parte posteriore absidale.

Si prosegue a destra per via Cavour fino a fermarsi, per la gioia del palato, al Ristorante Massimo d’Azeglio.
Il ristorante Massimo d’Azeglio, con le sue boiserie originali e la cantina dei vini utilizzata ininterrottamente dal 1878 conserva lo stile umbertino dell’ultimo ventennio dell’Ottocento. Alle pareti si possono ammirare le stupende boiserie di mogano con artistiche formelle in rame sbalzato risalenti ai primi anni Venti. Protagonista dei primi anni di Roma Capitale, ha ospitato grandi personaggi italiani ed internazionali. Conserva una collezione di stampe e dipinti risorgimentali e i ricordi di due protagonisti del Risorgimento: l’autoritratto ed un quadro di Massimo d’Azeglio che oltre ad essere statista e patriota era celebre pittore e romanziere, e una firma autografa del Conte di Cavour. Il ristorante Massimo d’Azeglio è di proprietà della famiglia Bettoja da cinque generazioni.

Girando in Via Principe Amedeo e proseguendo dritto non possiamo dimenticare i resti della millenaria storia di Roma, visibili in Piazza Manfredo Fanti.
La cinta urbana più antica è nota col nome di “Serviana” dal nome del primo costruttore, Servio Tullio, il sesto re di Roma, e risale alla metà del VI secolo a.C., anche se i resti delle mura in blocchi di tufo di Grotta Oscura, oggi visibili, sono di un periodo più tardo, circa della prima metà del IV secolo a.C. Si tratta dei resti del cosiddetto “Aggere Tulliano”, il tratto più fortificato della cinta che proteggeva il lato più debole, interamente pianeggiante, della città.
Al centro della piazza sorge l'Acquarium, un edificio in stile umbertino costruito su progetto di Ettore Bernich tra il 1885 ed il 1887, come sede di un acquario. La grande sala interna ospitava 20 vasche con acqua dolce e marina, nelle quali furono sistemati pesci di ogni genere; l'edificio ospitò anche un laboratorio di ittiologia ed una biblioteca. I lavori di ristrutturazione lo hanno portato oggi ad una destinazione a spazio espositivo.

Girando a destra si prosegue per Via Napoleone III fino a raggiungere la più grande Piazza di Roma, Piazza Vittorio Emanuele II.

La piazza, creata dall'architetto Gaetano Koch, prende il nome dal primo re d'Italia e può considerarsi l'emblema della cosiddetta "cultura umbertina”. Il giardino fu un capolavoro di architettura paesaggistica: un anello di alti platani, cedri del Libano, magnolie e palme provenienti direttamente da Bordighera, dono della regina Margherita, contribuirono a rendere il luogo un romantico angolo di verde. All'angolo nordoccidentale dei giardini della piazza si trovano i cospicui resti del "Ninfeo di Alessandro Severo" fatto costruire dall'imperatore come "mostra" di una diramazione dell’Aqua Iulia.
Appartata, quasi invisibile, situata all'angolo con via Napoleone III, sorge l'antica chiesa di S.Eusebio, nata, secondo la tradizione, sulla casa del martire Eusebio. L'abitazione, trasformata in "titulus Eusebii" da papa Liberio sin dal IV secolo, venne adattata a chiesa da papa Zaccaria nel 750. Alla chiesa fu annesso in seguito un convento, affidato durante il Medioevo ai monaci Celestini, che lo fecero ampliare nel 1588.

Proseguendo per Via Principe Eugenio possiamo fermarci a gustare l’ottimo gelato di Fassi (Palazzo del Freddo Fassi).
La storia di questa famosa gelateria inizia con Giacomo Fassi e la moglie Giuseppina che si stabiliscono a Roma nel 1880 attivando un punto vendita di birra e ghiaccio. In seguito il figlio Giovanni con sua madre apre a Piazza Navona un esercizio di caffetteria-pasticceria-gelateria che trasferirà poco dopo a Via Piave , conseguendo in breve una notevole affermazione. Forte di questa esperienza e sicuro della potenzialità espansiva della produzione del gelato, Giovanni Fassi nel 1928 inaugura sempre a Roma con sua moglie Giuseppina junior ed il figlio Salvatore nel rione Esquilino la prima azienda adibita esclusivamente alla produzione e vendita del gelato artigianale, denominata "Palazzo del Freddo", anticipando di circa mezzo secolo quella fortuna che avrebbe poi avuto la produzione artigianale del gelato, nota anche col nome di "gelato all’italiana”.
La chiesa non dista molto dal Tempio di Minerva Medica, edificio romano sito in via Giolitti e risalente all’inizio del IV secolo. In realtà non si tratta di un tempio come fu erroneamente creduto per lungo tempo, ma di una sala monumentale entro il recinto di una lussuosa residenza extraurbana che occupava in antico la zona, tra la chiesa di Santa Bibiana e Porta Maggiore, corrispondente probabilmente al complesso degli Horti Liciniani.
La stessa Porta Maggiore è degna di essere vista. Si raggiunge proseguendo Via Principe Eugenio, quindi Via di Porta Maggiore, per rimanere estasiati dalla magnificenza della più grande porta delle mura aureliane di Roma antica. Fu costruita sotto l’imperatore Claudio nel 52 per consentire all’acquedotto Claudio di scavalcare le vie “Praenestina” e “Labicana”, costituendo, quindi, una porzione monumentale dell'acquedotto stesso.

Negozi Storici di Eccellenza di Roma

Associazione Negozi Storici di Eccellenza di Roma
Cod. Fisc. 97534980582
Via dei Prefetti 46, 00186 - Roma -