Percorso 1

Da Piazza Trinità dei Monti a Via Vittoria

Girando per Viale Trinità dei Monti troviamo Il Caffè Ciampini, la cui tradizione è nata nel 1931 da Giuseppe e Francesca Ciampini. Grazie ad un connubio fatto di passione, amore ed esperienza gastronomica fondarono il "Tre Scalini", storico ristorante situato in una delle più belle zone di Piazza Navona che lega il suo nome e quello della famiglia Ciampini alla creazione del famosissimo "Gelato Tartufo", la cui ricetta è ancora oggi segreta.

Dalla chiesa scendiamo la famosa Scalinata di Trinità dei Monti.

 Percorso 1

Il punto di partenza del primo itinerario è Piazza Trinità dei Monti, il cui nome deriva dalla chiesa di Trinità dei Monti, situata nel rione Campo Marzio, prospiciente la celebre scalinata di Piazza di Spagna. La prima parte della chiesa fu costruita tra il 1502 e il 1519 in stile gotico; fu consacrata nel 1585 da papa Sisto V.

All'estremità della via che si affaccia su Trinità dei Monti, al centro tra via Sistina e via Gregoriana, vi è lo storico Palazzo Zuccari, costruito da Federico Zuccari nel 1592, poi ristrutturato nel Seicento, nel Settecento e nel Novecento. Il portone è costituito da un mascherone con una gigantesca bocca aperta, quasi ad ingoiare chi entra, con un naso a far da chiave di volta, le guance da cornice al timpano e gli occhi con le sopracciglia da timpano: per queste strane decorazioni che inquadrano porte e finestre fu denominato la "Casa dei Mostri".

Girando per Viale Trinità dei Monti troviamo Il Caffè Ciampini, la cui tradizione è nata nel 1931 da Giuseppe e Francesca Ciampini. Grazie ad un connubio fatto di passione, amore ed esperienza gastronomica fondarono il "Tre Scalini", storico ristorante situato in una delle più belle

zone di Piazza Navona che lega il suo nome e quello della famiglia Ciampini alla creazione del famosissimo "Gelato Tartufo", la cui ricetta è ancora oggi segreta.

Dalla chiesa scendiamo la famosa Scalinata di Trinità dei Monti.

Il palazzo destro della scalinata, chiamato “Casina Rossa” ha ospitato negli ultimi giorni della sua vita il poeta John Keats. L'edificio fu restaurato e adibito a biblioteca e museo in onore dello stesso Keats e del poeta, suo amico, Shelley. Sull'altro lato della scalinata, sorge il palazzetto gemello che ripete fedelmente gli elementi strutturali e decorativi della Casina Rossa, e che al piano terreno ospita il ristorante, sala da tè Babington's.
Fondata nel 1893 ha mantenuto lo stile e l’atmosfera dell’epoca vittoriana.
Da sempre punto di ritrovo preferito da romani e stranieri, è un angolo di quiete ai piedi della scalinata, dove in un’atmosfera di altri tempi, è possibile sorseggiare i migliori the della capitale o gustare piatti prelibati e dolci rigorosamente "home made". Oggi Babington’s offre alla propria clientela, nel suo piccolo Tea Shop all’ingresso della storica Sala da The, la possibilità di acquistare oltre 120 the e miscele provenienti da tutto il mondo.

Scesa la scalinata ci si ritrova ad ammirare una delle piazze più famose al mondo, Piazza di Spagna. La piazza assunse l'aspetto attuale tra il ‘600 e il ‘700, con la caratteristica forma ad ali di farfalla, costituita da due triangoli con un vertice in comune. Inizialmente intitolata alla Trinità venne poi detta Piazza di Spagna in riferimento alla residenza dell'ambasciatore spagnolo qui situata. Al centro della piazza si può ammirare la fontana della Barcaccia del 1629, realizzata da Pietro Bernini in ricordo dell'alluvione del Tevere del 1598.

Da Piazza di Spagna si prosegue per Via Condotti. La sua costruzione è dovuta a Paolo III che fece aprire la Via Trinitatis che attraversava il Campo Marzio da est ad ovest collegando le pendici del Pincio con piazza Nicosia e il porto di Ripetta. A partire dal 1518 fu detta “Via dei Condotti”, perché seguiva uno dei condotti dell'acqua Vergine che aveva ripreso ad alimentare il Campo Marzio. Risalendo la via ricca di negozi, al numero 20 si incontra L’Antico Caffè Greco.

Nato nel 1760, il Caffè Greco è l’emblema della Roma internazionale. Artisti, pensatori, celebrità, regnanti e potenti di ogni tempo e luogo si ritrovano da 250 anni, ininterrottamente, in questo libero convivio, locupletato nel tempo con innumerevoli opere d’arte e cimeli storici.


Tornando indietro si raggiunge Via del Babuino, il bel rettilineo destinato ad unire l'eleganza raffinata di Piazza di Spagna alla luminosità mondana di Piazza del Popolo. Nel 1571, vi fu realizzata una fontana ad uso pubblico, presente ancora oggi, e la statua di un Sileno, antica divinità delle sorgenti, venne posta al di sopra della vasca. Per il suo brutto aspetto simile ad una scimmia fu denominata dai Romani “er babuino”. Da qui il nome della strada.

Girando per Via Vittoria troviamo Bertoletti. Casa di pellicceria fondata a Roma nel 1882 dall’ultimo di una famiglia di ombrellai piemontesi, Francesco Bertoletti. Oggi Bertoletti Alta Moda Italiana dal 1882 rimane una delle ultime realtà vere dell’artigianato Made in Italy, da sempre gestito dalla famiglia che sta lavorando affinché il marchio possa a breve diventare un brand attraverso due primari obiettivi: l’internazionalizzazione del commercio e la visibilità del nome.

 

Passeggiando ancora in Via del Babuino incontriamo la Galleria Ca’ d’Oro.
Luogo storico di esposizioni per i più grandi nomi dell’arte del Novecento ed espressione di un’incessante vivacità artistica e intellettuale da oltre quarant’anni, la Galleria Cà d’Oro è oggi un importante centro di promozione e diffusione del talento creativo italiano e internazionale.

Alla fine del percorso ci si può rilassare per un pranzo o per una cena raggiungendo in via Flaminia 858 la Trattoria Ai Due Ponti.
Il Ristorante "Ai Due Ponti" vanta, con i suoi quasi cent'anni, tradizioni culinarie sapori e piatti di una volta, tramandati da ben quattro generazioni. Fu “Angelino” a intraprendere e fondare questa meravigliosa attività nel lontano 1922 e oggi gestita dai Suoi pronipoti, con dedizione e professionalità. L'anima del locale, espressa in maggior modo nella sala "vecchia" delle tre presenti, ricorda ancora quel Suo essere tipicamente l'Hostaria Romana, casareccia si!!... ma nello stesso tempo cordiale, amichevole ed elegante. Gli innumerevoli e immanchevoli piatti presenti nel locale, si esprimono ancora con quei gusti e quei palati di un tempo, per lo più fatti in casa, come del resto i nostri dolci. Le mura del locale amano raccontare la propria storia, quella d'Italia, del cinema, della letteratura, della poesia e del teatro e aneddoti tramandati oralmente da generazione in generazione dai Suoi proprietari.

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