Il ristorante Massimo d’Azeglio, con le sue boiserie originali e la cantina vini utilizzata ininterrottamente dal 1878 conserva lo stile umbertino dell’ultimo ventennio dell’Ottocento. Alle pareti le stupende boiserie di mogano con artistiche formelle in rame sbalzato risalenti ai primi anni Venti. Le formelle che decorano le boiserie sono di Alfredo Bigini e raffigurano animali, fiori, figure maschili e femminili, bimbi e putti e sono rappresentative del periodo affascinante e poco conosciuto dell’arte italiana del Novecento del primo dopoguerra. Protagonista dei primi anni di Roma Capitale, ha ospitato il compositore Mascagni, il re di Serbia Pietro I e grandi artefici della storia d’Italia: l’asso dell’aviazione Francesco Baracca, il generale Diaz, Giovanni Giolitti, ed anche Benito Mussolini. Conserva una collezione di stampe e dipinti Risorgimentali e ricordi di due protagonisti del Risorgimento: l’autoritratto ed un quadro di Massimo d’Azeglio che oltre che a statista e patriota era celebre pittore e romanziere, e una firma autografa del Conte di Cavour. Il ristorante Massimo d’Azeglio è di proprietà della famiglia Bettoja da cinque generazioni.


Ristorante Massimo d’Azeglio - Ieri

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