Alfredo Di Lelio, appena ragazzo, aveva un gran desiderio di lavorare e una forte passione per l’arte culinaria che lo portò ad avere successo e fama mondiale cominciando con un piccolo ristorante a gestione familiare a P.zza Rosa, adiacente all’attuale galleria Colonna.Tutto iniziò quando, ne sua moglie Ines diede alla luce il loro primogenito. La donna era molto prostrata dopo il parto del piccolo Alfredo II e suo marito, preoccupato per la sua salute,fece del tutto per farle riprendere le forze con cibi sani e nutrienti. Con le sue stesse mani le preparò delle fettuccine impastate nel semolino e condite con burro e parmigiano freschissimi. Nel destino di Alfredo queste due "nascite contemporanee", suo figlio e le "bionde", come egli usava chiamare amorosamente le sue fettuccine, sono da allora il punto di forza della sua fama mondiale. Il suo instancabile lavoro, unito ad un grande entusiasmo, riuscirono a richiamare clientela da ogni parte del mondo. Altra tappa decisiva nel suo percorso di successo e di soddisfazione fu l’incontro con Douglas Fairbanks e Mary Pickford, i due famosi attori americani del cinema muto, che, dopo aver assaggiato i suoi succulenti ed originali piatti nel corso della loro luna di miele a Roma, nel suo locale di Via della Scrofa dove aprì nel 1914, gli fecero dono di due posate d’oro, omaggio alla sua simpatica e calorosa accoglienza. Si tratta di una forchetta e un cucchiaio in oro massiccio con incisa una dedica:" "To Alfredo the King of the noodles", letta da ogni personaggio illustre che aveva l’onore di assaggiare le Maestosissime Fettuccine con queste posate da "re del gusto a tavola". Gli anni passarono e fu la volta della guerra che diede una svolta nella vita di Alfredo il quale decise di ritirarsi dalle scene lasciando il posto al suo degno erede, Armando, come Alfredo II, nel locale di via della Scrofa. Grazie all’esperienza acquisita nel tempo accanto a suo padre e con la sua indubbia personalità carismatica, costui accoglieva sempre i suoi clienti con uno splendido sorriso che si apriva sotto i suoi baffi "all’Umberto", gli stessi che poi diventeranno il simbolo di "Alfredo". Nel 1950 Alfredo I decise di riprendere in mano le redini inaugurando un nuovo ristorante in piazza Augusto Imperatore,30, dove attualmente continua la tradizione della famiglia portata avanti prima da suo figlio Armando, venuto via dal locale di Via della Scrofa, e successivamente da suo figlio Alfredo III. Di padre in figlio, di figlio in nipote, fu così che quella degli Alfredo diventò una vera e propria dinastia. Alfredo III, infatti, ereditando l’estro del nonno e del padre, ha il merito di aver proseguito degnamente il percorso tracciato dai suoi predecessori, portando il nome di questo storico ristorante nel mondo.

Negozi Storici di Eccellenza di Roma

Associazione Negozi Storici di Eccellenza di Roma
Cod. Fisc. 97534980582
Via dei Prefetti 46, 00186 - Roma -