Il Caffè Greco ha compiuto 250 anni (almeno). È più "antico" dell’Italia stessa, e quindi, per quanto oggi ciò ci possa stupire, per un intero secolo, il Caffè Greco, il Florian, il Gilli, il Bicerin sono stati "in terra straniera" l’uno rispetto all’altro. Da 250 anni, un quarto di millennio, il Caffè Greco è l’emblema della Roma internazionale. Casanova ricorda, nelle sue "Mémoires", un piccante episodio giovanile; Andersen abitava al piano superiore, e ancora oggi puoi sederti sul suo divano.

Goethe, Wagner, Bizet, Stendhal, Byron, Shelley, Keats, Gogol, Mark Twain ma anche Buffalo Bill con Toro Seduto, l’amatissima lady Diana, De Chirico, re Juan Carlos, Ranieri di Monaco (ma la lista sarebbe infinita), artisti, pensatori, celebrità, regnanti e potenti di ogni tempo e luogo si ritrovano da 250 anni, ininterrottamente, in questo libero convivio, locupletato nel tempo con innumerevoli opere d’arte e cimeli storici. Più di recente, la "dolce vita" e le griffes di via Condotti hanno aggiunto al Caffè Greco note di lusso e mondanità internazionali e quindi, chi entra oggi al Caffè Greco, pur affascinato dalla sua storia e dalla ricchissima collezione di opere d’arte che lo adornano, non può che essere irrimediabilmente distratto dalle belle, eleganti e raffinate signore che lo frequentano quotidianamente.

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